Home Politica La mensa è finita: i dettagli dell’incontro pubblico organizzato dal M5S

La mensa è finita: i dettagli dell’incontro pubblico organizzato dal M5S

Il 17 marzo, all’interno dell’Aula Consiliare di Palazzo Mosti, si è svolta un’Assemblea pubblica organizzata dal MoVimento 5 Stelle e dal gruppo di lavoro sulla mensa del Meetup “Grilli Sanniti”, dedicata alla intricata “questione mensa”, con il recente annunzio dell’Amministrazione di sospensione del servizio sia per problemi igienici riscontrati dall’ASL nei confronti della Quadrelle 2000, società vincitrice del bando, scaduto il 7 marzo, sia per l’esiguo numero di iscritti (poco più di 200 bambini) sia per la morosità di metà circa degli iscritti nei pagamenti. Un evento mai verificatosi nella storia cittadina, in ogni caso.

Lo slogan dell’Assemblea è stato “La mensa è finita”, campeggiante in un (geniale) manifesto realizzato da Carmine Pizzella. Marianna Farese ha introdotto i lavori ricordando i grossolani errori genetici di questa “breve storia triste” nella scelta di un bando al “massimo ribasso” e nell’esclusione di Quadrelle dalle ditte “invitate” (poi riammessa dal TAR e vincitrice). Dunque, malgrado le qualificate consulenze di un principe del foro, due scivoloni fantozziani.

Nicola Sguera ha raccontato, utilizzando soprattutto frammenti di stampa e informazione locale, le tappe fondamentali della vicenda, partendo dalla clamorosa novità della sentenza della Corte d’Appello di Torino, impropriamente autorizzante il “panino da casa”, elencando errori di metodo e merito, dei tre protagonisti, fino ad arrivare alle clamorose dimissioni di Pina Pedà, nutrizionista incaricata di supervisionare il corretto svolgimento del servizio. Ultimo atto, ad ora, un’audizione surreale in Commissione Mobilità nella quale l’Assessore Ingaldi, senza voler riconoscere che si era sbagliato tutto quel che era possibile sbagliare, ha chiesto il supporto di tutto il Consiglio per una soluzione condivisa, ammettendo, però, protervamente, di non leggere neanche le articolate note stampa, sempre propositive, dell’opposizione.
Il dott. Carlo Parente, pediatra del Fatebenefratelli, ha sinteticamente spiegato l’importanza del pasto scolastico a livello sanitario, educativo e relazionale.

A questo punto è intervenuta la dott. Pina Pedà che ha detto due cose importanti e posto preliminarmente una domanda: c’erano tutte le condizioni di legge perché la mensa partisse? I controlli non sono mai stati fatti rigorosamente come previsto da lei in base alla delega ricevuta dal Sindaco. Qualcuno, all’interno della maggioranza, le ha messo i bastoni tra le ruote nell’attività di controllo. Insomma, la mensa poteva funzionare se si fosse esercitata da subito un’azione di guida e vigilanza capillare e continua.

Antonello Rapuano ha illustrato la proposta del M5S per il prossimo anno scolastico, ricordando che compito dell’Amministrazione è guidare processi, non rinviare le soluzioni. L’avvio del nuovo anno scolastico è… domani! Non si ripeta l’errore di arrivare impreparati. Partendo, dunque, dall’assunto che l’ottimo sia molto di là da venire, si potrebbe ipotizzare, dunque, di coinvolgere in un quadro di “economia circolare” i ristoratori del posto su un unico bando per tutte le scuole suddiviso in 6 lotti, con la supervisione legale del Comune, che fornirebbe nel contempo indicazioni nutrizionali sui cibi da preparare, e l’accettazione da parte dei ristoratori di controlli maggiori da parte dell’ASL. In questo modo si responsabilizzerebbero le scuole, e i bambini avrebbero pasti caldi di qualità.

Aniga Iele ha chiuso gli interventi programmati da mamma che ha patito la pessima gestione degli anni scorsi, invitando tutti i genitori alla cittadinanza attiva per il bene dei propri figli, che è bene comune, nel rispetto degli impegni presi. Infine, ha letto una lettera inviata dal D.S. Michele Ruscello, impossibilitato a presenziare.

A seguire gli interventi dei presenti, da cui sono emersi il coraggio e la determinazione delle 1800 famiglie circa che hanno rifiutato un servizio ritenuto pessimo, e l’amarezza dei lavoratori di Quadrelle 2000, in particolare di coloro che denunziarono i fatti che hanno portato all’inchiesta della magistratura su Ristorò.  Il M5S attende ora il Consiglio comunale in cui l’Amministrazione, che finora ha taciuto sulle dimissioni della Pedà, comunichi per acta quanto intende fare: nell’immediato, nel medio periodo, nel lungo periodo. D’altronde, non era scritto nel “Programma di mandato” che, anche nella necessità, un’alternativa è sempre possibile? Purtroppo, come già notammo nel Consiglio del 6 dicembre, la parola “mensa” è letteralmente scomparsa da quello stesso “Programma”. Tale mancanza e l’afasia successiva dimostrano che non c’era un piano B, rispetto alla sbandierata riattazione del centro di cottura. Purtroppo le parole sentite nell’Assemblea dalle mamme mostrano il fallimento di un’Amministrazione, che, come scritto nel “Programma elettorale”, voleva «rispondere in modo dettagliato e trasparente alle numerose critiche rivolte al servizio che hanno creato ansia e preoccupazione nei genitori».

Il M5S, come sempre, pur nella critica senza sconti, è disponibile a mettere le proprie competenze al servizio di una soluzione.
Ah, l’Assemblea, inevitabilmente, si è chiusa con un sarcastico: «La mensa è finita. Andate in pace».