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Benevento, M5S: housing sociale, realizzare nel rispetto dei progetti ed elaborare una “visione”

”Malgrado ci si trovi di fronte ad un ginepraio in cui è difficile capire torti e ragioni, appare doveroso prendere posizione sulla questione degli alloggi ERS (Edilizia Residenziale Sociale), cercando di chiarire ai cittadini che cosa sia in ballo.”

Si apre così la nota stampa di Marianna Farese e Nicola Sguera consiglieri comunali del M5S al Comune di Benevento.

”Come sempre, è necessario ricostruire la vicenda per sommi capi.
Nel 2004 la Giunta Comunale (amministrazione D’Alessandro) prendeva atto del Protocollo di Intesa Comune/IACP stipulato l’anno precedente per la messa in disponibilità dei suoli ed immobili ex CISEB spa, ricompresi nel Piano di Zona di località Fontanelle ed assegnarli, in seguito a richiesta, all’IACP per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica; delegava l’IACP per l’assunzione degli adempimenti connessi con l’intervento costruttivo di recupero degli immobili ex CISEB e assegnava il suolo. Nel 2010 (sotto il primo mandato di Fausto Pepe) l’IACP (guidata all’epoca da Gaetano Del Vecchio) comunicò di aver partecipato al bando di concorso per la concessione di contributi per la realizzazione di 60 alloggi da destinare a soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio (“sfrattati”). Avute tutte le autorizzazioni, il finanziamento era stato ridotto a 4.853.829,29 euro a fronte dei 6.500.000,00 euro previsti e, conseguentemente, potevano essere realizzati solo 32 alloggi. Con due delibere del 2010 fu approvato il progetto preliminare per la realizzazione di “area attrezzata campo nomadi” su un suolo ubicato nei pressi dello stadio di Santa Colomba, già di proprietà comunale, di circa tre ettari. Il 13 maggio 2010 si tenne una riunione tra IACP e comune di Benevento a conclusione della quale fu redatto un verbale in cui il Sindaco di Benevento dichiarò che l’area inizialmente individuata alla località Fontanelle – ex CISEB – non risultava più utilizzabile in quanto, come da comunicazione del Settore Legale del comune di Benevento, risultava gravata da contenzioso. Sicché, il dirigente del Settore Urbanistica indicò altre due aree, di cui una era sita alla località S. Colomba, estesa circa 6.000 mq, evidenziandone anche le criticità dovute alla necessità di revocare le delibere di assegnazione al campo nomadi e di attivare una variante urbanistica in quanto la destinazione di zona non era compatibile. La seconda area, invece, era ubicata alla località Capodimonte già destinata ad ERS e con possibilità di intervento diretto, per cui non sarebbe stato necessario neanche una preventiva pianificazione esecutiva.

L’IACP optò per la prima area, e l’Amministrazione Comunale, rappresentata dal Sindaco e dell’assessore all’urbanistica, si impegnò a revocare le precedenti delibere e ad assegnare l’area all’IACP per la realizzazione dei 32 alloggi di edilizia sovvenzionata. Senonché, dopo avere revocato le delibere per il campo nomadi e dopo avere assegnato all’IACP, in diritto di superficie, l’area di S. Colomba, lo stesso Istituto, evidentemente riflettendo sui tempi necessari per la variante urbanistica, nel febbraio del 2013 fece richiesta di assegnazione dell’area di Capodimonte. Con delibera dell’aprile 2013 il Comune assegnò allo IACP tale terreno, in diritto di superficie, per realizzare i 32 alloggi. Con la stessa delibera fu approvato anche lo schema di convenzione. Nel luglio 2014 lo IACP pubblicò il Bando di gara per affidare i lavori di costruzione dei 32 alloggi, con progettazione esecutiva dell’intervento. Successivamente, nel giro di qualche mese, la gara fu espletata e aggiudicata.

Oggi, a distanza di quasi tre anni i lavori non sono ancora iniziati. Questi i fatti su cui si stanno fronteggiando l’attuale Amministrazione, i sindacati di categoria e alcuni associazioni.

La domanda che poniamo (al vecchio Sindaco e all’attuale) è: perché il Comune, dopo l’aggiudicazione della gara inspiegabilmente, non si è attivato per sollecitare la realizzazione dei 32 alloggi, anche in considerazione che tutte le criticità, per la verità non poche, erano state risolte da oltre tre anni, tanto che lo IACP aveva potuto espletare anche la gara d’appalto?
Il dubbio che sorge, invece, è il seguente: oggi, inspiegabilmente si parla di 52 alloggi unendo i due diversi programmi costruttivi – i 32 alloggi e i 20 sottotetti – di cui il primo immediatamente realizzabile e il secondo che necessita di procedure che contemplano tempi più lunghi.

In sintesi, da una parte appare doveroso portare a compimento, senza deroghe o modifiche che potrebbero apparire “interessate”, quanto progettato, per creare un minimo di ristoro in una situazione abitativa drammatica per le fasce di popolazione più toccate dalla crisi economica, dall’altra bisognerebbe chiudere una fase “emergenziale” (in cui gli atti amministrativi guidano una politica incapace di visione e programmazione). Insomma, l’urbanistica dovrebbe controllare ed indirizzare i processi di trasformazione attraverso piani (da rifare).

Nel “Programma elettorale” e nel “Programma di mandato” di Mastella era scritto: «Dovranno essere chiariti e intensificati i rapporti di collaborazione con lo IACP. Si punterà su uno sviluppo dell’edilizia sociale e popolare per andare incontro alle esigenze delle giovani coppie e alle difficoltà dei meno garantiti». Si stanno rispettando questi impegni? Esiste una visione nel Sindaco, nell’Assessore all’Urbanistica, nella maggioranza consiliare dei bisogni urbanistici della città per evitare che ci si perda negli “eventi” amministrativi facendoci sfuggire la sostanza?