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Benevento, De Lorenzo (Pd): ”La campagna elettorale è finita, Mastella faccia i fatti”

Il Sindaco, pochi giorni fa, in una dura risposta alle perplessità sollevate da alcuni consiglieri di opposizione a proposito della sorte dell’ufficio di staff a seguito della dichiarazione di dissesto, dichiarava: “…è stato già sollecitato sullargomento un parere ministeriale, ci atterremo a tale indicazione. Stiano tranquilli, licenzieremo le tre collaboratrici se tanto ci verrà richiesto”.
La notizia del parere negativo del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno sulla permanenza dell’ufficio di staff lascia perplessi. Per la dinamica, ovviamente, e non per la sostanza. Il parere ministeriale sarebbe pervenuto al Comune di Benevento in data 1.2.2017. Quindi un mese e dieci giorni fa! Poi é stato dimenticato, perduto, nascosto (chissà), in un cassetto o su una scrivania. Proprio la stessa sorte toccata all’elenco dei presunti amministratori morosi, inaspettatamente esposti al pubblico ludibrio. La notizia dell’altro ieri, dal punto di vista amministrativo, sarebbe di scarso interesse se in questo mese e mezzo il sindaco non avesse strenuamente difeso la sua scelta. Proprio come pubblicamente aveva chiesto di verificare le presunte morosità tra consiglieri e assessori. Salvo, poi, di fatto avallare il silenzio calato sulla vicenda ed una “sanatoria” postuma che nulla chiarisce ai cittadini rispetto alle posizioni dei propri rappresentanti. Il risultato? Tante chiacchiere e un solo dato certo: l’ennesimo annuncio seguito da una marcia indietro.  In una situazione simile, ci si aspetterebbe che il Sindaco, preso atto del parere, vi ottemperasse immediatamente, come dichiarato in modo incontrovertibile, atteso il ritardo, già significativo, rispetto alla data di emissione del parere stesso. E invece no. Il Sindaco annuncia di aver inviato una comunicazione alla Commissione per la Finanza e gli Organici degli Enti Locali per un altro parere e che si recherà personalmente a Roma per dirimere la questione. Ma con tutti i problemi sul tavolo é davvero necessario tanto dispendio di tempo per ottenere la legittimazione del proprio staff? Dovrebbe avviarsi un’analisi, stavolta seria, sulle cause della “sparizione” dell’atto per circa un mese e mezzo. E che venissero accertate e rese note le responsabilità di questa vicenda. O anche stavolta la colpa è della precedente amministrazione? La campagna elettorale é finita. La fase degli annunci e delle promesse anche.

La stessa dichiarazione di dissesto viene usata come paravento per le continue marce indietro rispetto alle promesse elettorali. L’ultimo esempio é la badante di quartiere, promessa e poi negata (come alcune dichiarazioni riportate da alcuni organi di stampa: “L’avevo annunciata in campagna elettorale. Non posso farlo perchè c’è il dissesto”). Sarebbe forse opportuno un diverso approccio ai problemi esistenti, favorendo la maggiore partecipazione e collaborazione possibile tra tutte le forze politiche. I recenti scarsi risultati su varie questioni dovrebbero far riflettere per invertire il senso di marcia.