Home Politica Verifiche su consiglieri e assessori (richieste dal M5S) tardive e sciatte

Verifiche su consiglieri e assessori (richieste dal M5S) tardive e sciatte

Poiché in questi giorni, per mera disorganizzazione e mancanza di deontologia professionale o per un disegno politico i cui contorni potranno comprendersi solo nelle prossime settimane, accanto ad alcune possibili verità sono state date in pasto alla pubblica opinione notizie del tutto errate o profondamente distorte, avvertiamo il dovere di mettere insieme una serie di documenti che testimoniano, in maniera inoppugnabile, che il MoVimento 5 Stelle da luglio si è battuto affinché la questione della possibile incompatibilità degli amministratori venisse vagliata in maniera attenta, come si fa altrove, scoprendo, con stupore, che, anche in passato, era stata totalmente trascurata.

Nel primo Consiglio comunale (tenutosi l’11 luglio 2016) Nicola Sguera è intervenuto per chiedere all’allora Segretario comunale se fossero state fatte verifiche su possibili motivi di ineleggibilità o incandidabilità e incompatibilità e su chi le dovesse fare. Il Segretario affermò che chiunque avrebbe potuto sollevare la questione durante lo svolgimento della consiliatura (allegato 1).

A tutti gli eletti (e poi agli Assessori) è stato notificato (con protocollo 4 agosto 2016), a firma di Claudio Uccelletti, un documento con gli “Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico”, dove leggiamo: «Si allega, altresì, alla presente lo schema di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà concernente l’insussistenza di ineleggibilità, incandidabilità, inconferibilità ed incompatibilità previste dalla vigente normativa» (allegato 2)

Il 5 agosto il gruppo consiliare M5S, attraverso il consigliere Nicola Sguera chiedeva, con lettera indirizzata al Segretario e al Presidente del Consiglio, Luigi De Minico, «che la dichiarazione sostitutiva concernente l’insussistenza di cause di ineleggibilità, inconferibilità e incompatibilità facente parte degli obblighi di pubblicazione consegnati nei giorni scorsi ai consiglieri, venga stralciata dalla rimanente documentazione e consegnata tassativamente e improrogabilmente entro lo svolgimento del quarto Consiglio comunale previsto per l’ultima settimana di agosto (all’interno del quale ne verrà data comunicazione formale), avendo riscontrato che la prassi vigente prevede che tale dichiarazione venga sottoscritta prima dello svolgimento del primo Consiglio» (allegato 3).

Il 22 settembre il nuovo Segretario comunale, dott. ssa. Cotugno (subentrata a Uccelletti il 6 settembre) rispondeva che il Comune stava procedendo «alla verifica degli atti prodotti», che sarebbero stati pubblicati sul sito del Comune al seguente indirizzo:

http://www.comune.benevento.it/bn2_pagine/trasparenza/02Organizzazione/Organi_indirizzo_politico.php (allegato 4).

Il 21 ottobre il M5S inviava richiesta al Segretario generale chiedendo di sapere fino a quando si sarebbe dovuto attendere per vedere pubblicate sul sito del Comune di Benevento le dichiarazioni di insussistenza delle cause di incompatibilità di cui agli artt.60 e 63 del T.U.E.L. n.267/2000 e dei D.lgs 235/12 e 39/13 e di sollecitare i consiglieri alla data ancora inadempienti. Si scriveva: «Voglio sperare che le singole posizioni siano state vagliate adeguatamente con particolare riguardo ad eventuali situazioni di litispendenza, condanne per responsabilità verso l’Ente, posizione debitoria per imposte, tasse e tributi nei riguardi dell’Ente stesso». Per questo appariva necessario «acquisire le relazioni dei dirigenti dei settori interessati e, laddove dovessero risultare posizioni debitorie non ancora contestate al debitore, di procedere senza indugio alla notificazione dell’avviso di cui all’art.46 del DPR 29/9/73 n.602» (allegato 5).

Il 27 ottobre la Cotugno rispondeva, affermando che sarebbe stata trasmessa «nota di diffida ad ottemperare al relativo obbligo» e che era «stato richiesto ai competenti Dirigenti di verificare la sussistenza delle cause di incompatibilità nei confronti degli amministratori comunali» (allegato 6).

Infine, il 12 gennaio si protocollava interpellanza in cui si chiedeva di «promuovere un’immediata ricognizione relativa a dipendenti comunali, funzionari e amministratori relativa al regolare pagamento delle tasse comunali» (allegato 7).

Gli interrogativi che sorgono sono molteplici anche rispetto alle scorse legislature. Sono stati fatti controlli di tal fatta? Possibile che si siano dovute aspettare le nostre pressanti richieste perché si avviassero? Non dovrebbe essere obbligatoria (e preventiva) la verifica delle posizioni di assessori e consiglieri prima del loro insediamento, in modo che la convalida non risulti, come accaduto, una semplice (e inutile) formalità? Dal 22 giugno (giorno della proclamazione degli eletti avvenuta in Tribunale, «salve le definitive decisioni del Consiglio comunale, a termini dell’art. 41, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267») all’11 luglio (giorno del primo Consiglio comunale) sono passati ben 20 giorni in cui si sarebbe potuto procedere ad una prima verifica.

In attesa, dunque, di ulteriori iniziative che ristabiliscano un minimo di decenza e verità, lasciamo all’opinione pubblica e con il supporto di documenti inoppugnabili la valutazione del nostro operato che, sin dall’inizio (luglio) ha chiesto insistentemente il rispetto di elementari regole previste dalle leggi e dall’etica politica, consapevoli che questo è il compito storico assegnato a Benevento in questa fase al MoVimento 5 Stelle.

 

Marianna Farese e Nicola Sguera

M5S BN