Home Attualità Riti Settennali, intervista a Luigi Ferraiuolo: ”Ai Riti si va per convertirsi”

Riti Settennali, intervista a Luigi Ferraiuolo: ”Ai Riti si va per convertirsi”

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Luigi Ferraiuolo, giornalista di TV2000 nonché vincitore del premio Twitter del contest fotografico ‘’I Volti della Fede’’ organizzato dall’Associazione teatrale – culturale ‘’A. Lamparelli’’, in occasione dei Riti Settennali di Guardia Sanframondi. La prima domanda che abbiamo rivolto a Luigi è proprio inerente al contest.

D: ‘’Sei il vincitore del premio Twitter del contest fotografico ‘’I Volti della Fede’’, te lo aspettavi?’’

R: ‘’Solitamente quando vado in un luogo cerco sempre di fare qualche foto o video, come ricordo indelebile della mia visita. Lo stesso ho fatto a Guardia Sanframondi in occasione di un momento così importante come i Riti Settennali di Penitenza in Onore della Vergine Assunta. Ho pensato, come spesso si fa nell’era social, di condividere quanto fatto anche su Twitter, aggiungendo l’hastag #ivoltidellafede, uno dei più virali dell’evento religioso. Da qui è partito un susseguirsi di condivisioni e ritwett, anche tramite la targhetizzazione specifica dei miei follwer. Poi la notizia che la mia immagine avesse ricevuto il premio Twitter del contest mi ha fatto molto piacere.’’

D: ‘’Ma come sei venuto a conoscenza dei Riti Settennali?’’

R: I Riti Settennali li conosco da diverso tempo, anche se a dire il vero li ho approfonditi bene in questa occasione. Vengo a Guardia già dai Riti Settennali del 1996, perché appassionato da sempre di religiosità popolare. Sempre come spettatore, nel 2009 anno prima dell’appuntamento con i Riti Settennali del 2010, realizzai un reportage si tutti i Riti dell’Assunta che si celebravano: all’interno inserii anche i Riti Settennali. Anche nel 2010 li vidi di sfuggita, con la promessa di approfondirli meglio in vista dei recenti. Per questo ho proposto subito a Tv2000 di raccontare questo evento religioso. Per avvicinarsi ai Riti però, non si può improvvisare, per questo ho letto, studiato e visto quante più cose possibili. Siamo stati gli unici, come TV nazionale intendo, a fare qualcosa ancor prima della Processione Generale di Domenica 27 Agosto. I Riti Settennali necessitano di un docufilm molto approfondito, magari diviso in due parti, in modo che si possa raccontare dettagliatamente l’intensità spirituale ma anche laica, perché sono tanti i preconcetti di persone che mai sono state lì. Dobbiamo partire dal presupposto che l’idea di flagellarsi non è sbagliata. Questa manifestazione penitenziale è di autoflagellazione è puramente Cattolica e nasce dall’idea di salvare non solo se stesso, ma anche il mondo intero. I Riti Settennali andrebbero vissuti tutta la settimana e non solo in un’unica giornata, come alcuni sovente fanno.

D: Cosa ti hanno trasmesso e lasciato i Riti Settennali? E quale è stato il momento più emozionante?

R: A Guardia Sanframondi tutto è emozionante, tutto è una scoperta per l’animo, perché i nostri occhi vedono una manifestazione concreta di fede che mai avrei immaginato. L’essere stato in Chiesa all’arrivo della processione di Penitenza del Rione Piazza, nel momento in cui i flagellanti hanno percorso in ginocchio la navata centrale della Basilica dell’Assunta, il momento in cui la signora Giovannina ha intonato una vecchia litania. Mi ha colpito il silenzio che si è avuto al passaggio dei misteri in Piazza Castello. Una commozione intensa, ti accorgi che i Riti Settennali non sono una festa, non sono una sfilata, ma un momento di forte riflessione interiore. Proprio in Piazza Castello, all’arrivo dei disciplinanti, si è registrato un silenzio assoluto. Così come anche le parole del parroco Don Giustino Di Santo, il giorno della Processione Generale, mi hanno fatto riflettere: ‘’ non dovete applaudire la Madonna, ma dovete venerarla’’.

D: Come hai avvertito l’ambiente di Guardia Sanframondi nei giorni dei Riti Settennali?

R: Molto intenso, spesso ci è stato detto dagli stessi guardiesi di evitare di invadere il percorso processionale, di non infastidire i flagellanti nella loro penitenza. Tutto ciò lo trovo molto importante ed interessante, rappresenta a pieno lo spirito di Guardia e spiega come i Riti Settennali rappresentino un momento estremamente importante delle vita del popolo guardiese. È un momento estremamente delicato non solo per i guardiesi stessi: Guardia diventa nota perché le persone arrivano in questo centro Sannita per cambiare vita e per convertirsi. Chi si batte ad esempio, sa che comunque vada viene rispettato e mai giudicato.

D: Alcuni colleghi giornalisti dicono di non essere d’accordo con i Riti Settennali e con questa forma di penitenza. Sostengono anche che la Chiesa non condivida a piena la fragellazione fisica. Rispetto a ciò cosa ne pensi?

R: Credo si tratti di ignoranza, nel senso letterario del termine. Non conoscere, non approfondire, non studiare. Domenica, in occasione della Processione Generale c’era anche il vescovo della Diocesi che ha usato parole incredibili e a quelle parole non bisogna aggiungere niente altro. Non è affatto vero che la Chiesa non condivida, la sola presenza del Parroco quale figura centrale dell’organizzazione, basterebbe per attestare la leicita’ dell’intera manifestazione. Non serve giudicare, come spesso ha detto anche Papa Francesco, serve comprendere e rispettare.