Home Politica Benevento, il M5S compostaggio di comunità: ”Una grande occasione persa”

Benevento, il M5S compostaggio di comunità: ”Una grande occasione persa”

I consiglieri comunali Marianna Farese e Nicola Sguera, intervengono sulla questione del compostaggio di comunità.

”Dalle dichiarazioni dell’assessore Russi sulla questione Compostaggio di comunità si evince, per l’ennesima volta, la superficialità con la quale questa Amministrazione sta affrontando questioni delicatissime. Dopo la nostra sollecitazione (con PEC del 25 febbraio inviata al Sindaco e all’Assessore Russi) a prendere in considerazione ed eventualmente rispondere al bando della regione Campania per la localizzazione di impianti di compostaggio di comunità, ci risulta (come purtroppo già capitato a questa Amministrazione più volte) che ci sia stato un problema di intercettazione e di presa visione dei documenti indirizzati alla stessa. Anche i Consiglieri comunali sono stati invitati a prendere visione del progetto.

È chiaro che dietro le dichiarazioni di ieri dell’assessore Russi, con la quale chiude la porta ad una possibile adesione del Comune al bando, c’è stato un totale disinteresse. Il Sindaco, chiamato in diretta telefonica da Nicola Sguera durante la manifestazione svoltasi sotto Palazzo Mosti con Carlo Sibilia, dichiarava di essere totalmente all’oscuro della cosa. Riteniamo di circostanza la dichiarazione dell’Assessore che contiene delle inesattezze come quando afferma che il bando garantirebbe solo il finanziamento di due o tre compostiere, il che non è vero, e che il finanziamento riguarderebbe solo il costo dell’impianto, quando invece nell’integrazione al bando della regione Campania si specifica che sono finanziati anche i costi per il personale addetto. Quando poi l’assessore fa cenno ai pochi vantaggi che tali impianti avrebbero apportato è chiaro che non si è approfondito nel dettaglio l’intera questione, e quindi non si è stati capaci di capirne i veri benefici che questo processo avrebbe apportato. Come è chiaro quando egli dichiara che «sorgerebbe il problema di quali zone o addirittura condomini privilegiare e, non ultimo, per partecipare occorreva presentare un vero e proprio studio di fattibilità e successivamente la manifestazione di interesse», non si è capito nemmeno l’iter procedurale, per disporre un sì o un no all’adesione, quale fosse. Eppure nel colloquio avuto alla fine della manifestazione l’Assessore aveva mostrato di aver compreso le ragioni della proposta, fatta propria da tanti Comuni campani.

La giusta procedura non è quella indicata dall’Assessore, prima l’adesione del comune con allegato lo studio di fattibilità e poi la ricerca di eventuali utilizzatori interessati; al contrario prima di aderire o meno alla manifestazione d’interesse, il Comune avrebbe dovuto pubblicare un bando rivolto a cittadini e qualsiasi altro organismo collettivo organizzato, in cui, spiegando il compostaggio di comunità, e l’opportunità del bando regionale, chiedeva, a chi fosse interessato e con i requisiti opportuni definiti dal bando stesso, di manifestare interesse ed adesione, senza qui spiegare dettagliatamente lo studio di fattibilità che essi avrebbero dovuto produrre. Poi, sulla scorta delle adesioni raccolte, il comune di Benevento avrebbe potuto decidere di aderire al bando della regione Campania, con la certezza del numero e la tipologia di impianti da destinare al proprio territorio, la collocazione e i nuclei esatti dei residenti o altri organismi interessati, e solo sulla scorta di queste certezze avrebbe avviato lo studio di fattibilità.
Comunque così posta, la giustificazione dell’assessore evidenzia quanto non si è compreso quali fossero i veri vantaggi di questo processo di autogestione del rifiuto organico. Egli lo ha racchiuso in un minimale risparmio economico e una ridotta riduzione del quantitativo di rifiuto sottratto alla massa reale di produzione e con una volontà amministrativa di voler realizzare un impianto industriale di compostaggio.

In ogni caso, nonostante le dichiarazioni dell’Assessore, abbiamo fornito ieri tutto il materiale necessario, addirittura modelli di altri Comuni e vademecum messi a disposizione dall’onorevole Vilma Moronese, con la speranza di un sussulto da parte dell’Amministrazione, scadendo il 31 la possibilità di aderire. Per altro, sappiamo che altri soggetti, espressione dell’ambientalismo sannita, hanno inviato sollecitazioni in tal senso all’Assessore affinché tale opportunità non vada perduta.

La amara considerazione è che, sul piano politico, si è scelto di rinunziare ad un’opportunità concreta (e innovativa) in nome di una possibilità ancora tutta da definire (che non modifica il paradigma nel rapporto con i rifiuti, come noi reclamiamo).
Anche l’intervento del Presidente ASIA, Lucio Lonardo sulla questione, a voler dire comunque la sua, non facendo altro che riportare dei criteri che ognuno può leggere dal decreto della regione Campania e dal DM 266/16, come se non li conoscessimo, rimarca ancora una volta quanto detto, ossia quanto non ci sia “visione” e non si riesca a capire quale potrebbe essere il quid in più che potrebbe apportare al sistema il compostaggio di comunità, una integrazione del cittadino all’interno del processo. Il cambiamento in atto in questo settore è soprattutto concettuale. Il compostaggio di comunità, con la sua autogestione renderebbe il cittadino responsabile e partecipe, sarebbe una grande occasione propedeutica e formativa di un cittadino che si avvii ad un ruolo attivo. Questo sarebbe il maggior obbiettivo di questo processo con il vantaggio di un investimento a costo zero. E visto che al presidente piacciono molto le citazioni, rispondiamo citando uno dei tanti pensieri poetici del poeta Luigino: «Professo’, permettete un pensiero poetico per l’occasione? Dalle Alpi alle Piramidi, dall’Asia ai Pirenei, dammi la tua munnezza e io ti dirò chi sei!». «E chest è», avrebbe detto Luigino alla fine.

Ritornando alla volontà di voler intraprendere un processo di trattamento del rifiuto organico in scala industriale, il che non ci dispiacerebbe, qui bisogna fare un’attenta osservazione viste anche le parole del presidente ASIA sull’argomento. Dalle varie affermazioni dell’Assessore e del Presidente non è chiara una cosa. Di che tipo di impianto si parla? Perché si denota una diversità sostanziale tra i due. L’assessore ha dichiarato la volontà di voler progettare e realizzare un impianto di compostaggio che tecnicamente sarebbe il trattamento aerobico del rifiuto organico. Il presidente Asia invece dichiara di essere già in possesso di studi di fattibilità del 2007, di un impianto che effettuerebbe un trattamento anaerobico, un biodigestore. Due posizioni contrastanti tra di loro, due tipologie di trattamento diverse, due metodologie che captano un rifiuto biodegradabile di diversa provenienza e con delle finalità diverse tra di loro. Quale dei due? Fateci sapere e ne discuteremo.

La scollatura tra Ente e Partecipata, malgrado l’apparente unità di intenti, appare anche in questa circostanza, oltre che nella incresciosa vicenda dei rifiuti a via Colonnette, con la denunzia alla stampa di Nanni Russo, Presidente della Commissione Ambiente.
Per il momento si è buttata via una grande opportunità.”