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”La vado a prendere a casa per i capelli” minacce verbali contro Nunzia De Girolamo

Gli aspri toni che la politica sta assumendo, soprattutto negli ultimi anni, incutono timore. La linea sottile che separa politica e maleducazione viene spesso oltrepassata. Non sono da giustificare, mai, i liberi cittadini che, soprattutto sui social network, assumo un atteggiamento di violenza verbale, che si presume e si spera, non si tramutino mai in atto fisico. Se non sono da giustificare, come si diceva, i liberi cittadini che assumo un simile atteggiamento, non lo si deve fare ancor di più per quanto riguarda chi, la politica la interpreta, o cerca maldestramente di farlo, in prima persona. La politica è dialettica, è linguaggio e confronto. La politica è toni duri ma mai violenti. Il protagonista della vita politica, in democrazia rappresentativa, che sia un consigliere comunale del più piccolo comune italiano o un parlamentare della Repubblica, rappresenta il popolo. Dovrebbe rappresentare tutti, l nel peggiore dei casi almeno chi lo ha votato. Si sceglie, soprattutto in occasione di sistemi di voti ad elezione diretta, di farsi rappresentare lo fa con la consapevolezza, si spera, che il rappresentante sia più meritevole, capace e magari anche più educato del rappresentato.

Accade poi che, proprio ieri, un consigliere comunale di Benevento, inveisca pesantemente contro una deputata sannita, l’On. Nunzia De Girolamo. Il nocciolo della questione, in tutto, è lo stile. Lo stile dell’educazione, innanzitutto. ‘’La vado a prendere a casa e la trascino per i capelli’’ avrebbe chiosato il consigliere Comunale. Un momento di rabbia, senza dubbio. Derivante tra le altre cose da fattori e condizioni politiche. Un momento di rabbia, sfociato in parole non giustificabili. Le legittime diversità sono all’ordine del giorno, non solo in politica. Ma l’On. De Girolamo, prima di essere parlamentare è una donna. E forse i nostri genitori, e ancor prima i nostri nonni, ci hanno insegnato una parola bellissima: rispetto. Soprattutto verso le donne. Violenza verbale e violenza fisica si equiparano, non esistono differenze.

Nunzia De Girolamo è una donna, una figlia, una mamma e una moglie. Prima del ruolo istituzionale viene la persona. Nelle parole di violenza verbale che il consigliere comunale ha pronunciato alla presenza di altri colleghi, non vi è solo l’estinzione della dialettica e del confronto politico, ma la fine dell’educazione e dello stile. E con questi non c’entra la politica, ma la dignità personale. È quest’ultima, oltre la politica, che serve e ci contraddistingue nella vita di tutti i giorni.