Home Cronaca ”Paga entro il 26 Maggio”, ecco i dettagli dell’Operazione San Filippo

”Paga entro il 26 Maggio”, ecco i dettagli dell’Operazione San Filippo

Bisogna pagare entro il 26 Maggio: anche per questo gli inquirenti l’hanno chiamata ”Operazione San Filippo”

E’ stata denominata così dagli inquirenti del nucleo investigativo della Compagnia di Cerreto Sannita, l’operazione che all’alba ha portato in carcere cinque persone.  I dettagli sono stati dati nel corso di una conferenza stampa del Procuratore Giovanni Conzo, del comandante provinciale Puel e di quello della Compagnia di Cerreto Sannita, Ceccaroni.

Vere e proprie bande, in un territorio conosciuto per soprattutto per la produzione di ottimo vino. Proprio su tale aspetto agiva, ormai da anni, il gruppo di persone. Quello che viene definito una vera e propria attività criminale di ”guardania”, somme di denaro elargite affinché non ci fossero problemi al proprio vigneto. Il terrore diffuso, spesso condotto anche con mezzi coercitivi, durava ormai da diverso tempo. L’indagine e’ stata condotta anche grazie ad alcune denucie, ma purtroppo, come sottolinea il procuratore Conzo, molti altri agricoltori non hanno voluto collaborare in maniera attiva per paura di ritorsioni. Dalle intercettazioni ambientali, e’ emerso infatti, in un caso specifico, un agricoltore che avrebbe addirittura detto ”se collaboro, se parlo, poi me ne devo scappare in Germania, altrimenti non sto più tranquillo” 

Il territorio interessato dall’attività criminale era quello di Solopaca, Guardia Sanframondi, Castelvenere e Telese Terme. Proprio una delle zone più vitate d’Italia.

Nel corso dell’attività di indagine e’ stato rinvenuto, nei boschi del Comune di Solopaca, anche un fucile con matricola oscurata, utilizzato in alcuni casi come arma di minaccia nei confronti degli agricoltori poco predisposti al pagamento delle somme di denaro.

”Abbiate il coraggio di denunciare, le persone devono avere fiducia dello Stato. Questa cosa ha rischiato di mettere in crisi un intero reparto” questo il monito del Procuratore Conzo.

Il comandante Puel ha voluto sottolineare invece, l’importanza del settore vinicolo per il territorio in questione. Un settore già colpito dall’alluvione del 2015, che in questo modo veniva, ancora una volta, messo in grande difficoltà.

Il capitano della compagnia di Cerreto Sannita, Ceccaroni, invece ha voluto sottolineare i dati tecnici dell’intera operazione. ”Questo era un meccanismo consolidato nel tempo, la richiesta spesso non doveva essere nemmeno avanzata da tali soggetti. Bastava la sola presenza presso il fondo di terreno in questione, per far capire che era necessario pagare. La stima del danno collaterale apportati da tali soggetti, considerando i danneggiamenti dei vigneti, sia i tagli dei filari, del taglio delle piante o il furto delle viti appena impiantate. Siamo ad una stiama di 2750 viti danneggiate, con un mancato raccolto totale di 300.000 euro, parlando di due anni. Il tutto si estendeva su 3750 ettari di terreno.”

Il muro di omertà, in tali zone e per tale situazione, e’ ancora piuttosto forte.