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Isis We’re not afraid: la mia esperienza negli attentati di Parigi e Londra

Avere paura che quanto successo a Parigi, Berlino, Londra, ecc. possa succedere anche da noi è assolutamente comprensibile ma credo sia incomprensibile decidere di modificare le nostre abitudini e la quotidianità solo perchè qualcuno ha deciso di uccidere altri uomini.

Io ho avuto la Fortuna/Sfortuna di essere presente sia nell’attentanto di Parigi del 13 Novembre 2015, sia in quello di pochi giorni fa a Londra. In quest’ultimo, fortunatamente, non ero  nel luogo esatto dell’attentato. 

L’obiettivo dei responsabili di questi crudeli atti è spaventare la nostra società che incarna i principi della pluralità, diversità e individualità usando, come pretesto, quella fede per Allah che altri musulmani vivono con amore e rispetto per il prossimo.

Vogliono toglierci la gioia di andare allo stadio, di viaggiare,di uscire con gli amici, di andare a un concerto, di mangiare e bere in un pub o in un ristorante, in poche parole vogliono toglierci il piacere di ritrovarsi e condividere con gli altri e di vivere nuove emozioni.

È giusto essere preoccupati e sentirsi possibili obiettivi di questi fanatici che possono essere ovunque, vicini di casa, colleghi di lavoro o persino amici, ma la nostra paura non deve dargli la possibilità di annullarci. Indubbiamente ci vuole molta attenzione ma non dobbiamo farci prendere dal panico.

Il terrorismo mira a diffondere paura e la paura genera caos. Non dobbiamo avere paura di vivere, loro vogliono questo. Chiudersi in casa e non frequentare gli altri è la più grande vittoria che possiamo concedere loro. Avere paura degli altri è sbagliato siano essi musulmani o di altre provenienze, culture o fedi.

Quindi, non ci resta che rispolverare lo slogan “We’re not afraid”, non abbiamo paura e continuare a vivere la nostra vita senza arrenderci al terrorismo.